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PER LA MORTE DI UNA DICIANNOVENNE: CONFERMATA LA CONDANNA PER L’ORTOPEDICO MESSINESE RICCARDO RANERI AD UN ANNO

L’ortopedico messinese Riccardo Raneri ieri si è visto confermare in secondo grado la condanna a un anno per la morte della diciannovenne nissena Simona Porta. La stessa condanna (per omicidio colposo) gli era stata inflitta il 4 giugno dello scorso anno dal giudice monocratico Alessandra Giunta.

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Ieri la prima sezione penale della Corte d’Appello presieduta da Francesco Ingargiola (consiglieri Maria Carmela Giannazzo e Andreina Occhipinti) ha invece confermato l’assoluzione dell’ex medico curante della famiglia Porta, Giuseppe Mastrosimone, al quale veniva imputata una presunta condotta omissiva nei confronti della sfortunata ragazza nissena, deceduta il 19 giugno 2002 per un’embolia. Alla ragazza, dopo una caduta dal motorino nel maggio del 2002, venne applicata un’ingessatura alla gamba, a Messina, dal dott. Raneri. Le complicazioni arrivarono il mese successivo, quando Simona Porta cominciò ad accusare dolori alla gamba fino a quel tragico 19 giugno, quando morì in ospedale a Caltanissetta dove era stata ricoverata d’urgenza a causa di un’embolia che sarebbe insorta a causa dell’ingessatura troppo stretta. Entrambi i medici, secondo l’accusa, avrebbero sottovalutato le condizioni della giovane. La ragazza sarebbe stata un soggetto a rischio in quanto obesa, ed inoltre in quel periodo assumeva dei farmaci per un altro disturbo di cui soffriva. Ma secondo quanto sostenuto dal legale del dott. Mastrosimone (la cui assoluzione in primo grado non era stata appellata dalla Procura), il proprio assistito non aveva potuto compiere alcuna attività medica sulla ragazza, considerato che era in cura dal dott. Raneri. L’avv. Nunziatina Armeni, intervenuta in difesa del dott. Raneri, dal canto suo ha sostenuto che il suo assistito non aveva personalmente prescritto la terapia, né firmato le dimissioni della giovane nissena dall’ospedale di Ganzirri. Ieri in aula c’erano anche i genitori e il fratello di Simona Porta, che hanno ascoltato la lettura della sentenza. (l.l.)