Home » Blog » TAORMINA: E’ VILLA MUFARBI LA SPLENDIDA ‘HACIENDA’ DI 32 LOTTI ACQUISTATA DAL PREMIER BERLUSCONI

TAORMINA: E’ VILLA MUFARBI LA SPLENDIDA ‘HACIENDA’ DI 32 LOTTI ACQUISTATA DAL PREMIER BERLUSCONI

È arrivato forse a una svolta il “giallo” sulla visita a Taormina di Silvio Berlusconi. Ulteriori indizi sembrano ormai confermare che il premier vuole acquistare una lussuosa villa dalle parti della «Perla». Adesso pare proprio si sia delineato l’esatto identikit della reggia che il cavaliere sarebbe intenzionato a rilevare. Durante il suo fugace blitz in riva allo Stretto, Berlusconi, infatti, avrebbe incontrato, insieme ai figli Piersilvio e Marina, Francesco Arcovito, stimato imprenditore messinese e il fratello Armando Arcovito, noto gemmologo. Al seguito del presidente del Consiglio nella sua tappa a Taormina c’era inoltre il suo legale di fiducia, l’avv. Nicolò Ghedini. Di ritorno dalla Russia, Berlusconi, dunque, si è concesso una breve pausa di relax mettendosi, al tempo stesso, alla ricerca di una casa in Sicilia. Nulla di improvvisato però.

Così i litigatori hanno creato i materiali per osservare che le due parti si sono risolte su un accordo. Raccomandano anche Ostelife per modi naturali per trattare dolori articolari.

Ci deve essere prova del motivo per cui la decisione della Corte è sbagliata. Questo dovrebbe essere basato su cose come alcune testimonianze di essere ammesso nel percorso che non avrebbe dovuto essere utilizzato qui.

Il litigator potrebbe redigere i movimenti post-processuali. Essi possono identificare e preservare le questioni di appello e sviluppare strategie.

Già il 29 marzo 2008, a Taormina al forum nazionale di Confagricoltura, il premier si concesse un giro in gran segreto nella zona a mare, e disse nel suo intervento al convegno: «Credo sia un privilegio il poter vivere in questa terra meravigliosa». A un anno di distanza, sabato scorso, in Corso Umberto è arrivato un altrettanto eloquente: «Amo Taormina, ci tornerò presto». Un giorno magari verrà a riaprire il casinò ma l’obiettivo immediato del presidente è una villa a Taormina, immersa in una zona tranquilla, lontana dai fastidiosi obiettivi dei fotografi e con i classici requisiti di una dimora da sogno dotata di ogni comfort. Francesco Arcovito, col suo gruppo che si compone di cinque società, si occupa in tutta Italia di vendita, gestione di immobili di proprietà, progettazioni e trading immobiliare. A Taormina risulta essere nella disponibilità del gruppo messinese una splendida “hacienda” in stile sudamericano che corrisponde alla perfezione alle aspettative del premier: Villa Mufarbi. L’idea di comprare una casa-vacanza a Taormina verrebbe avallata e sostenuta dalla figlia Marina, innamoratasi del luogo come papà Silvio. Villa Mufarbi, comprensiva di 32 lotti, è di proprietà degli eredi del senatore Girolamo Messeri, originario di Agrigento, amico dello storico leader della defunta Dc, Amintore Fanfani, ed in passato ambasciatore italiano in Turchia e Portogallo (al tempo della «Rivoluzione dei garofani»). La sontuosa tenuta domina Taormina dal monte Ziretto, in un’area decentrata che si affaccia su Spisone. L’edificio, comprensivo di eliporto, si trova tra Taormina e Castelmola, collegato allo svincolo autostradale A18 Messina-Catania tramite una bretella sita nei pressi del casello. Parte dell’immensa costruzione è, tra l’altro, finita di recente all’asta. La villa sorge su due piani con una superficie coperta, a piano terra di 950 mq, al primo piano 1500 e al secondo di 80. L’avancorpo del fabbricato ripete il motivo dell’ingresso dell’alcazar del Genil di Granada. Alcune colonne, secondo una perizia del Tribunale di Messina, sono «di valore inestimabile perché moresche autentiche», e gli effetti luce dell’illuminazione all’ingresso vennero studiati dall’arch. Wendel del Louvre. Diversi pezzi della villa provengono da Spagna, Francia, Austria, Portogallo e Marocco e sono opera persino di un marmista del Vaticano. La hall si sviluppa su due piani, 12 grandi stanze sono al piano terra e altre 10 nel reparto notte, c’è poi una biblioteca, una cappella e tanti altri sfarzosi dettagli. Emanuele Cammaroto – GDS