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“OPERAZIONE VIVAIO” – Le infiltrazioni mafiose per la gestione delle discariche di Mazzarrà e Tripi: Il processo resta a Messina. La corte respinge le eccezioni di incompetenza territoriale della difesa

Il processo sulla “mafia delle discariche” sarà celebrato a Messina. Nessun troncone verrà trasferito al Tribunale di Barcellona, così come chiedeva la difesa, in particolare gli avvocati Carmelo Occhiuto e Antonio Perdichizzi. Ieri mattina dopo un paio d’ore di camera di consiglio la corte d’assise presieduta dal giudice Salvatore Mastroeni, ha detto no alla richiesta di trasferire una parte consistente del processo (tutto ciò che non riguardava l’omicidio Rottino, quindi quasi tutti gli atti), a Barcellona. La corte ha anche rigettato le sette richieste di rito abbreviato “condizionato” che avevano avanzato in mattinata altrettanti imputati, i quali avevano chiesto tramite i loro difensori di sentire le parti offese.

Le decisioni della Corte sono fatte rigorosamente sulla base delle prove presentate. Questo è il motivo per cui avvocati e investigatori prendono tutti i possibili sforzi per fornire prove pertinenti. Allo stesso modo, anche nelle vostre decisioni di salute personali come dire quando si sceglie integratori come Germitox, si dovrebbe contare solo su informazioni credibili e recensioni da utenti effettivi.

Ad entrambi le richieste si era opposto il rappresentante dell’accusa, il sostituto procuratore della Dda Giuseppe Verzera, che ha gestito l’inchiesta “Vivaio” insieme al collega della Procura di Barcellona Francesco Massara. Altra tappa processuale consumata quella della costituzione delle parti civili: Legambiente, che è stata rappresentata dall’avvocato Aurora Notarianni, e l’Associazione antiracket e antiusura di Catania, rappresentata dall’avvocato Franco Pizzuto. Dopo questi primi passaggi preliminari tutto è stato poi aggiornato al 30 novembre prossimo. Il processo “Vivaio” è senza dubbio uno dei più importanti degli ultimi anni per comprendere le dinamiche mafiose della fascia tirrenica. Al centro ci sono le infiltrazioni della mafia barcellonese nella gestione delle discariche di Mazzarrà Sant’Andrea e Tripi, gli affari sporchi del clan dei “Mazzarroti”, l’interminabile scia di attentati e intimidazioni per gestire lavori di diversa natura, dal movimento terra ai subappalti passando per le compravendite di terreni e altro, la cosiddetta “attività politica”, ovvero il tentativo di condizionare il verdetto delle urne alle Amministrative del 2007 che hanno riguardato i comuni di Furnari, Mazzarrà e Novara di Sicilia. E poi c’è agli atti l’omicidio di Antonino “Ninì” Rottino come chiosa di un lungo rosario criminale: tutto questo è solo parte della monumentale inchiesta della Direzione distrettuale antimafia e del Ros dei carabinieri che sfociò nell’aprile 2008 con numerosi arresti. Ecco i 20 rinviati a giudizio della “Vivaio”: il boss Carmelo Bisognano, detto “Carmelino il barcellonese”, 44enne, nativo in realtà di Mazzarrà S. Andrea ma domiciliato a Furnari, attualmente detenuto; Bartolo Bottaro, 41enne nato a Milano ma residente a Pace del Mela; Tindaro Calabrese, successore al vertice dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, di Carmelo Bisognano, di Novara Sicilia, 36enne, in stato di detenzione, noto negli ambienti con il nomignolo di «biscia o bisciolino» e «Viviana»; Antonino Calcagno, 32 anni, Novara Sicilia; Agostino Campisi, altro elemento di spicco, pattese di 47 anni, detenuto; Salvatore Campanino, 45enne di Castroreale; Alfio Giuseppe Castro, detto «Pippo», di Acireale, imprenditore 56enne; Maria Luisa Coppolino, 55 enne di Mazzarrà Sant’Andrea; Salvatore Fumia, 52enne, anch’egli di Mazzarrà; Aurelio Giamboi, 45enne di Novara Sicilia; Cristian Giamboi, 23enne nato a Barcellona ma residente a Novara Sicilia; Sebastiano Giambò, 61 anni, nato a Mazzarrà ma residente a Messina; Giacomo Lucia, 71 anni, originario d Piazza Armerina ma domiciliato a Messina; Aldo Nicola Munafò, 41enne di Tripi; Michele Rotella, 69 anni, detto il «Barone», barcellonese; Stefano Rottino, 36enne di Mazzarrà Sant’Andrea; Thomas Sciotto, trent’anni, nato in Germania ma residente a Mazzarrà; Nunziato Siracusa, detto «u cuccu», 38 anni di Terme Vigliatore; Carmelo Salvatore Trifirò, barcellonese di 37 anni, in stato di detenzione; Giuseppe Triolo, 33 anni, nato a Barcellona ma residente a Castroreale.(n.a.)