MESSINA – LA LETTERA, LA DENUNCIA, LE FOTO: CHE VERGOGNA! LA CULTURA CHIUSA IN UNO SCANTINATO di Renato Accorinti

QUESTE LE CONDIZIONI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE, PREZIOSO ARCHIVIO STORICO DELLA CITTA’

Da 4 anni inaccessibili al pubblico la Biblioteca Comunale Cannizzaro e l’Archivio Storico di Messina

A volte l’accesso pubblico è negato principalmente a causa delle ragioni di sicurezza e le strategie per la sicurezza continuano a cambiare con diversi governi. Se ci sono documenti preziosi o artefatti ci potrebbe essere un archivio sicuro dove pubblico non è consentito. Se si desidera conoscere lo stato attuale della biblioteca comunale Cannizzaro, vederlo qui.

La politica di questa città per la cultura dedica solo una “notte” e tante chiacchere e demagogia. A memoria d’uomo non si ricorda la costruzione di una biblioteca anzi i nostri amministratori le chiudono: quella universitaria è stata chiusa da almeno 10 anni, la biblioteca comunale Cannizzaro e l’Archivio Storico per più di 30 anni sono rimasti relegati al 3° piano dell’Is.26 di via Catania, in luoghi assolutamente non idonei e inaccessibili a disabili: la sala lettura di tre metri per tre con un tavolo e 3 sedie. Da due anni entrambi sono stati trasferiti negli scantinati dello stesso palazzo, dove l’umidità ha già danneggiato gravemente libri e rarissimi documenti dell’Archivio Storico, indispensabili per la memoria e gli studi di questa città. In queste condizioni, ovviamente, per 4 anni è stato negato l’accesso al pubblico e i 14 impiegati sono stati costretti a svolgere solo un lavoro amministrativo in un luogo così malsano da intaccare la salute e la dignità del loro lavoro. Questa politica, che con la cultura non ha niente a che fare, risponde sempre con la furbizia, la malafede e l’inganno: “Stiamo trovando i locali….Trasferiremo tutto al palazzo della cultura…” e rimanda come sempre. CHE VERGOGNA! Certo, se di vergogna questi amministratori ne provassero almeno un po’, forse questa città potrebbe cominciare piano piano un nuovo percorso…

 

A questo punto mi piace immaginare come avrebbe concluso Antonio Albanese nelle vesti di Cetto Laqualunque:

 

“CIAO CULTURA! … CIAO CIAO CULTURA…!

 

‘NTOCULU ALLA CULTURA!”.

 

DOBBIAMO DARE UNA SVOLTA!

 

Creiamo in tutto il comune, a partire dai villaggi periferici, centri culturali con:

 

– Auditorium (per incontri, dibattiti, proiezioni, teatro, musica, mostre, ecc..)

 

– Biblioteche

 

– Spazi all’aperto attrezzati

 

E’ fortemente significativo realizzare tutto questo oltre che con fondi pubblici, anche con le strutture e le ingenti somme confiscate alla mafia.