Home » Blog » PONTE SULLO STRETTO – L’EDIFICIO ‘INCUBATORE DI IMPRESE’ CEDUTO ALL’EUROLINK E ALLA ‘STRETTO’: ECCO L’ARTICOLO DEL 2002 CHE SMENTISCE CLAMOROSAMENTE IL RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI MESSINA FRANCO TOMASELLO

PONTE SULLO STRETTO – L’EDIFICIO ‘INCUBATORE DI IMPRESE’ CEDUTO ALL’EUROLINK E ALLA ‘STRETTO’: ECCO L’ARTICOLO DEL 2002 CHE SMENTISCE CLAMOROSAMENTE IL RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI MESSINA FRANCO TOMASELLO

Un protocollo d’intesa che sancisce un nuovo modo di fare impresa. Un nuovo modello di sviluppo rivolto soprattutto ai giovani. Da ieri l’Università di Messina è all’avanguardia in questo campo con la firma dell’intesa tra l’amministratore delegato della società Sviluppo Italia, Massimo Caputi e il rettore Gaetano Silvestri, per la nascita all’interno dell’Ateneo di un “incubatore di imprese”. In pratica sono state gettate le basi di una sfida per rinvigorire l’economia locale. «I giovani hanno bisogno di spazi per esprimere la propria capacità d’impresa in una città poco competitiva», ha evidenziato Guido Signorino, delegato del rettore per il Liaison Office Università-impresa (l’ufficio costituito dall’Ateneo peloritano per rappresentare un ponte tra il mondo accademico e quello economico-produttivo). Il protocollo nel dettaglio prevede l’impegno dell’Università a concedere in uso a Sviluppo Italia l’edificio in costruzione all’interno del polo scientifico, che sarà completato dalla stessa società costituita nel 1990, per dare la possibilità alle imprese di insediarsi avendo a disposizione incentivi ed una finanza agevolata, per poter successivamente affrontare da sole il mercato. In 3.500 metri quadri potranno nascere PMI coinvolte nel settore delle nuove tecnologie e in generale in quelli tipici dell’economia messinese.

PMI è sinonimo di piccole e medie imprese. Un’organizzazione o un’azienda con dipendenti conta meno di 250. Si tratta di un termine comune utilizzato nel mondo del business come la Banca mondiale, le organizzazioni del commercio mondiale e le Nazioni Unite. Guardate questo sito per conoscere in dettaglio i tipi di attività che rientrano nella categoria PMI.

A livello regionale è la prima esperienza di “incubatore d’imprese” realizzato all’interno di un sistema universitario (quello di Catania, infatti, è slegato dal mondo dell’Ateneo). Lo stesso Caputi, nel suo intervento sul ruolo che avranno queste speciali strutture, ha lanciato un vero e proprio appello: «Chiediamo alleanza alle istituzioni per poter realizzare gli incubatori». Un messaggio, appunto, già colto dall’Università di Messina e come ha sottolineato il rettore Silvestri: «È un’idea vincente che dà opportunità ai giovani». «Questo è il primo momento – ha aggiunto – di un’iniziativa di grande respiro in un periodo in cui l’attenzione è focalizzata sul ruolo che la formazione e la ricerca hanno nello sviluppo economico. Non c’è dubbio che bisogna seguire la strada di elevare sempre più il livello tecnologico delle nostre imprese, utilizzando il capitale più prezioso, quello umano». Del resto, come ha voluto sottolineare lo stesso rettore, non sono solo i ricercatori a fuggire all’estero ma anche quei giovani impossibilitati a buttarsi nel mondo dell’imprenditoria. La firma del protocollo è stata poi preceduta dalla presentazione ad aziende, rappresentanti delle associazioni di categoria e consulenti d’impresa del “VI programma quadro di RST” da parte del funzionario dell’Apre (Agenzia per la promozione della ricerca europea), Annalisa Ceccarelli. Si tratta di uno strumento comunitario per favorire ricerca e sviluppo. Una ricerca sempre più abbandonata dalle istituzioni che, anche a livello locale, come nel contesto nazionale, non trova il supporto dei privati a differenza di quello che avviene in Europa e negli Stati Uniti. L’offerta di opportunità però non si arresta e a proposito delle collaborazioni tra l’Università di Messina e le imprese, Antonino Valenza del Liason Office, ha chiaramente detto: «Nei prossimi anni ci saranno nuovi bandi e bisogna avere in mano la progettualità e le idee giuste per essere al passo con i tempi». IVANA CAMMAROTO – GAZZETTA DEL SUD DEL 13/12/2002

 

Questa invece la risposta del Senato accademico alla manifestazione di ieri della RETE NO PONTE organizzata per protestare nei confronti dell’Università e di Sviluppo Italia criticati per aver destinato a quartier generale della società Stretto di Messina e del contraente generale Eurolink dell’edificio universitario denominato “Incubatore d’imprese” all’interno del polo universitario di contrada Papardo. L’Università ha preferito chiarire per iscritto la sua posizione sulla vicenda della sede di Papardo destinata alla società Stretto e al raggruppamento delle società impegnate nella progettazione e nel monitoraggio ambientale: «La concessione dell’immobile a Sviluppo Italia Sicilia – si premette – è stata deliberata nel 2002 e, sulla scorta di essa, il concessionario può destinare locali imprese senza preventive autorizzazioni dell’Università, com’è avvenuto nel caso specifico. L’Ateneo di Messina – prosegue la nota – in un rapporto di leale e fruttuosa collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ritiene che, qualora l’opera Ponte venisse realizzata, essa debba prevedere tra i processi di alta formazione, ricerca scientifica e trasferimento tecnologico collegati alla costruzione, le due Università dello Stretto. «L’Ateneo di Messina – puntualizza il documento ufficiale in quello che appare il suo passaggio chiave – ha solo espresso con molta chiarezza a tutti i soggetti interessati il proprio orientamento che la destinazione di locali, pur non dipendendo da sue scelte, prevedesse almeno la stipula di un protocollo d’intesa che impegnasse gli attuatori a promuovere opportunità occupazionali per i giovani, oltre a ricadute di sviluppo tecnologico per il territorio e i laboratori di ricerca».

 

LOCALI DELL’ UNIVERSITA’ AL PONTE SULLO STRETTO. LA RETENOPONTE RISPONDE AL RETTORE E ANNUNCIA NUOVE MOBILITAZIONI

Dopo il sit in che si è svolto lo scorso 6 luglio nel cortile dell’Università di Messina per contestare la decisione dell Ateneo di assegnare ad Eurolink (General Contractor per la progettazione e l’esecuzione dei lavori del ponte sullo stretto) un intero edificio del Polo scientifico di Papardo, il Rettore Tomasello ha pensato bene di negare al movimento ogni interlocuzione diretta. L’unica risposta pervenuta ai cittadini può essere considerata la parte finale del documento conclusivo del Senato Accademico , che recita testualmente: “L’Ateneo di Messina ha solo espresso con molta chiarezza a tutti i soggetti interessati il proprio orientamento che la destinazione di locali, pur non dipendendo da sue scelte, prevedesse almeno la stipula di un protocollo d’intesa che impegnasse gli attuatori a promuovere opportunità occupazionali per i giovani, oltre a ricadute di sviluppo tecnologico per il territorio e i laboratori di ricerca”. La RETENOPONTE giudica fortemente insufficiente questa risposta del Magnifico e intende rispondere argomentando in maniera articolata la propria netta opposizione a tutte le forme di collaborazione fra L’Università di Messina e i soggetti impegnati nella progettazione e realizzazione del Ponte sullo stretto. La posizione della Retenoponte e le prossime iniziative di mobilitazione saranno illustrate in conferenza stampa lunedì 12 Luglio alle ore 11 nella saletta commissioni della Provincia Regionale.