MESSINA, EDILIZIA E PRG – IL CAPO DEL GENIO CIVILE GAETANO SCIACCA ASCOLTATO IN PROCURA: L’Ordine gli chiede di revocare il parere sull’intero Piano. La replica: «Ognuno faccia il proprio dovere»

Ha portato le carte alla Procura della Repubblica. Lo aveva preannunziato e lo ha fatto, proprio nel giorno in cui scadeva l’atto stragiudiziale presentato dal legale della “Fortuna Costruzioni”, la società che vorrebbe realizzare un intervento edilizio su viale Regina Margherita, di fronte all’Istituto San Luigi. L’ingegnere capo del Genio civile Gaetano Sciacca  (nella foto) ha consegnato tutti gli atti riguardanti l’ennesimo caso di espansione edilizia, previsto dal Piano regolatore generale ma considerato non più sostenibile nell’attuale contesto urbano di una città caratterizzata da gravissimi problemi di dissesto idrogeologico e di carico viario e urbanistico, oltre che dal consueto immanente rischio sismico. L’ing. Sciacca, al termine del colloquio con il sostituto procuratore Liliana Todaro, ha voluto mantenere ovviamente il massimo riserbo. Ma ha ribadito quanto va sostenendo ormai da tre anni: «Le condizioni sono cambiate – ripete, appena uscito dal Tribunale –, erano già mutate nel 2007 e ho cercato di farlo capire a chi di dovere. Poi, è arrivata l’alluvione dell’1 ottobre 2009 e ci ha messo tutti con le spalle al muro. Ora non si può dire che quei 37 morti sono un tributo altissimo, ma limitato solo alle zone vulnerate di Giampilieri, Molino, Altolia e Scaletta. No, quei 37 morti pesano sulla coscienza di ciascuno e ci obbligano a guardare il nostro territorio in un’ottica profondamente diversa. Di fronte alla tutela della pubblica incolumità non ci sono diritti “acquisiti”, l’interesse privatistico viene sempre dopo a quello di ordine generale, che attiene alla sicurezza e alla vita di migliaia di cittadini. Abbiamo visto tutti – prosegue Sciacca – che sono cambiate anche le condizioni meteorologiche, che i fenomeni atmosferici sono sempre più violenti e concentrati, che parlare di “bombe d’acqua” non è più un’esagerazione ma purtroppo una realtà con cui dobbiamo e dovremo convivere. E, sembra un paradosso ma non lo è, le zone oggi più sicure sono proprio quelle dell’alluvione del 2009, perché lì il monitoraggio è costante e perché sono stati aperti i cantieri per la messa in sicurezza. Altrove siamo nelle stesse condizioni di com’era Giampilieri l’anno scorso e non è stato fatto nulla, anzi la situazione si va aggravando anche a causa di nuove previsioni edilizie che non tengono conto, lo ripeto, delle pressanti esigenze di viabilità, di carico urbanistico, di eventuale alterazione del reticolo idrografico». Tornando alle nuove costruzioni previste sulla Circonvallazione, l’ing. Sciacca non si riferisce solo al caso citato (e per il quale l’avvocato Carmelo Briguglio, legale della “Fortuna Srl”, ha reiterato l’atto stragiudiziale invitando il Genio civile a sbloccare immediatamente l’iter del cantiere) ma anche alle ulteriori previsioni in via del Pozzo o nell’area dei campetti della chiesa di Pompei. «Sembrano interventi “fotocopia” – afferma Sciacca –, non c’è viabilità di accesso, il carico non è sostenibile, chiedo che gli uffici dei Dipartimenti comunali interessati si pronuncino in modo chiaro e coerente, senza far passare i termini per i quali scatta poi la regola del silenzio-assenso». Ed è per questo che l’ingegnere capo del Genio civile ieri stesso ha inviato una lettera a tutti i dirigenti comunali interessati (Viabilità, Urbanistica, Protezione civile). Continua, intanto, il botta e risposta tra l’ing. Sciacca e l’Ordine degli ingegneri. Proprio stamane il presidente Santi Trovato, alle 10, nella sede di via Nicola Fabrizi, nel corso di una conferenza stampa, renderà pubblica la nota trasmessa al Genio civile, con cui si chiede allo stesso Ente «di verificare se le attuali condizioni geomorfologiche del territorio messinese possano consentire di ritenere ancora valido il parere rilasciato il 20 aprile 2001, ai sensi dell’articolo 13 della legge 64 del 1974. Tale parere – sottolinea Trovato – è obbligatorio prima dell’adozione di qualsiasi strumento urbanistico generale o particolareggiato nonché sulle lottizzazioni prima della relativa delibera di approvazione, e verifica le compatibilità delle rispettive previsioni con le condizioni geomorfologiche delle aree interessate dagli interventi». L’Ordine, dunque, invita il dirigente del Genio civile «ad avviare le procedure per il riesame e eventualmente a sospendere l’efficacia del parere rilasciato ai sensi dell’articolo 13, almeno per tutte quelle aree soggette a pericolosità geomorfologica». Sciacca sente “odor di bruciato”: «Chiedermi di ritirare il parere del 2001 sull’intero Prg è evidentemente una forzatura. Io non sono colui che vuole impedire qualunque attività edilizia in città, sono chiamato a esprimere il parere sui progetti che arrivano al mio ufficio, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità ciascuno per le proprie competenze, dagli enti locali agli ordini professionali». LUCIO D’AMICO – GDS