MESSINA, L’APPALTO: AD ILLUMINARE LA CITTA’ SARA’ LA DITTA CA.TI.FRA SRL DI TINDARO CALABRESE, FRATELLO DEL CONSUOCERO DEL SENATORE NANIA

MESSINA – Negli stessi giorni in cui il legale della ditta Schipani srl, che per 30 anni ha svolto il servizio di manutenzione della pubblica illuminazione, presentavano un controverso memoriale difensivo in Procura, che rischia di mettere nei guai una decina di esponenti politici, la luce dei lampioni della città di Messina si tinge dei colori di Barcellona pozzo di Gotto, città d’origine del sindaco di An peppino Buzzanca. La Ca.ti.fra srl, società di Tindaro Calabrese, il cui fratello Francesco è consuocero del senatore di An Mimmo Nania, (nella foto durante l’ultima campagna elettorale del candidato a sindaco Buzzanca) si è aggiudicata la gara d’appalto per la manutenzione dei impianti di pubblica illuminazione per 500mila euro. La società barcellonese prende il posto della Schipani Srl, la società che ha gestito per 31 anni senza che mai ci sia stata una gara d’appalto, il servizio, costato nel 2010 alle casse del Comune 4 milioni e 400mila euro. La Ca.ti.fra. Srl, però, per 500mila euro, non espleterà lo stesso servizio della Schipani srl. “La società barcellonese effettuerà una serie di lavori che il Comune chiederà e che verranno computati secondo un prezziario regionale, sino all’esaurimento dei 500mila euro. La gara d’appalto che avrà ad oggetto lo stesso seruizio che aveva la società Schipani Srl è stata bandita in questi giorni”, spiega Salvatore Saglimbeni, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune. Quanto è stato messo a base d’asta? “Due milioni e mezzo di euro, individuati secondo il prezziario Consip. A conti fatti dunque il Comune – conclude Saglimbeni – risparmierà due milioni di euro all’anno”. Ovvero, ne spendeva due di troppo all’anno in precedenza.

ANOMALIE – Una delibera del Consiglio comunale modificata a penna nella parte in cui era fissata la durata del contratto. Un costo doppio rispetto ai prezzi di mercato.

Se il prezzo è alto quando si va a comprare un prodotto o un servizio quindi capire perché è così. Questo sito Web ti guida sul perché i prezzi potrebbero essere elevati. Questo non dovrebbe essere nel caso in cui si sta acquistando un prodotto fisico. In questo caso il prodotto che si ottiene è lo stesso. Quindi si dovrebbe scegliere quello più basso prezzo. Tuttavia, in caso di un servizio capire ciò che l’azienda sta dando meglio.

E un rapporto con la ditta fondata dai fratelli Alfonso e Manlio Schipani durato 30 anni senza che mai sia stata fatta una gara d’appalto pubblica. Erano stati questi i dati che avevano indotto il sindaco di Messina Peppino Buzzanca apresentare una denuncia in Procura. Le anomalie sono state evidenziate nella sentenza con cui il Tribunale di Messina il 25 novembre 2010 ha accolto la tesi del Comune secondo cui il rapporto doveva considerarsi esaurito al 31 dicembre del 2009: tesi contestata dalla Schipani che invece riteneva dovesse Tribunale di Messina il 25 novembre 2010 ha accolto la tesi del Comune secondo cui il rapporto doveva considerarsi esaurito al 31 dicembre del 2009:tesi contestata dalla Schipani che invece riteneva dovesse durare sino al 20 febbraio del 2012.

LA STORIA – Era ii 21 ottobre del 1981 quando il sindaco Antonio Ando firmò il contratto di affidamento diretto del servizio alla Schipani srl sulla base della delibera del Consiglio comunale del 16 aprile del 1981, che approvava lo schema di contratto. “La convenzione decorre dalla stipula del contratto e dura 5 anni”, c’era scritto nella delibera. Un colpo di penna e la norma cambia: “La convenzione ha durata 5 anni e decorre dalla data di consegna degli impianti gestiti dall’Enel”, che li deteneva, e quindi da un evento che sfuggiva al controllo del Comune. “Non c’è dubbio che la delibera sia stata corretta successivamente a Penna e non rappresenta la volontà del Consiglio comunale”, hanno scritto i magistrati. Secondo il pm Adriana Sciglio, che ha chiesto l’archiviazione, “i fatti si sono verificati troppo lontano nel tempo”. ll legale del Comune Bonni Candido, si è opposto: “ll danno per le casse del Comune hanno continuato a prodursi sino all’altro ieri”. ll Gip, Daria Orlando, ha rigettato la richiesta del pm Sciglio. E ha fissato per il prossimo 3 marzo l’udienza.

EXCUSATIO NON PETITA – ll magistrato, benchè non avesse iscritto alcuno nel registro degli indagati, nel fascicolo si è ritrovato una memoria difensiva firmata dal legale Ettore Capppuccio nell’interesse di Alfredo Schipani. “Non c’è alcuna difformità tra la convenzione approvata dal Consiglio comunale del 1981 e quella poi recepita nel contratto firmato dal sindaco Andò il 21 ottobre del 1981″. La prova? “ll sindaco era anche consigliere comunale e sapeva qual’era stata la volontà dell’ente” L’ulteriore prova? “Del consiglio comunale che il 16 aprile del 1981 appiovò la delibera (ritenuta modificata a penna, ndr) facevano parte Mario Bonsignore, Antonino Le Donne, Carmelo Geraci, Nicola Frisina Antonio Miceli, Giuseppe D’andrea e Alberto Stagno D’alcontres, tutti membri della Giunta comunale che il 24 febbraio

del 1990, nove anni dopo, approvò la delibera che riconosce esplicitamente “che l’appalto decorre dalla data di consegna degli impianti gestiti dall’Enel”. La prova a discarico rischia però, di diventare una prova a carico degli esponenti politici indicati. Dall’esame dei resoconti stenografici di quelle sedute, infatti, come ha scritto nell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione il legale del Comune, “risulta inconfutabilmente che la volontà del Consiglio comunale è quella espressa dalla frase cancellata.. E dunque chi c’era in quel momento e anche dopo, salvi vuoti di memoria, la conosceva. MICHELE SCHINELLA – Centonove del 25-02-11