IL CASO DEL PARCO COMMERCIALE DI BARCELLONA P. G., L’OFFENSIVA DI NANIA & C CONTRO IL TEOREMA ‘LAM’ (LUMIA-ATRIA-MAZZEO): «I terreni del Parco ceduti dai Salesiani». Alla Dibeca attraverso una transazione. La localizzazione nel Prg fatta dall’Amministrazione Speciale

Quella del Parco commerciale (mai nato) è proprio una storia tutta barcellonese. Dai contorni sfumati in cui fatti e personaggi, apparentemente in antitesi, appaiono come parti, sia pure in maniera contrapposta e spesso contraddittoria, di uno stesso canovaccio. Si scopre così che nella vicenda certamente c’è la famiglia di Saro Cattafi, l’avvocato che il pentito Bisognano accusa di essere la “mente” di Cosa nostra del Longano, ma anche che quei terreni erano dei Salesiani ceduti poi alla Dibeca, appunto della famiglia Cattafi. Oppure che l’idea del Parco nell’ambito del Piano commerciale è stata dell’Amministrazione di centrosinistra, prima del doppio mandato di Candeloro Nania. E certo sorprende che l’azienda in attesa di concessione edilizia a Barcellona scelga d’improvviso MiIazzo, dove si realizzano in poco tempo due parchi commerciali senza Prg e senza piano specifico, in zona Asi. A raccontare questi fatti, ieri, il vicepresidente del Senato, Mimmo Nania, in una conferenza stampa indetta dal cugino sindaco Candeloro e dal presidente del Consiglio Francesco Crinò (in aula il vicepresidente dell’Ars Formica e alcuni assessori). Una storia “riletta” da destra, dunque, visto che sinora ce l’hanno raccontata solo da sinistra. Una versione quest’ultima che il sen. Nania ha chiamato “teorema Lam”, in cui “L” starebbe per il senatore Lumia, che l’ha riassunta in interrogazione; “A” per l’associazione Atria che ne ha fatto un cavallo di battaglia e “M” per il giornalista la cui ricostruzione avrebbe sostanziato l’intervento ispettivo di Lumia. Va ricordato che della vicenda, gìà all’attenzione della Dda, si sta occupando in questi giorni una Commissione prefettizia che dovrà ricostruirla, a cominciare dalla localizzazione dell’area, per accertare se ci sono state infiltrazioni mafiose. Nania-sindaco ha sostenuto che la sua Amministrazione ha trovato le scelte sul Prg già fatte dalla Amministrazione del sindaco, prof. Francesco Speciale, Prg approvato poi dal commissario ad acta. Il sen. Nania ne ha riassunto – sulla base di una corposa documentazione – la storia. L’area oggetto delle indagini apparteneva ab ovo ai Salesiani che l’avevano ricevuta in donazione, assieme ad altri immobili, dal cav. Salvatore Cattafi, farmacista, col vincolo di farne una casa di cura per bambini. Finalità mai attuata, tant’è che un discendente del benefattore, Gaspare Cattafi, ne chiese la restituzione con ricorso in tribunale. Causa ripresa poi dal figlio di Gaspare, appunto Rosario (Saro). La questione si risolse, dopo la sentenza di primo grado, con un accordo: i Salesiani rinunciarono ai terreni e in cambio intascarono una cospicua somma (transazione assistita dal notaio Spinella). Si tratta dei 5,24 ettari del Parco inseriti nel Piano commerciale di 18,40 ettari. Sulla scelta politica del piano commerciale, il sen. Nania riferisce dichiarazioni assonanti dell’allora assessore allo sviluppo economico nella giunta Speciale, Vito Siracusa (Pd). Su detta area è stata poi presentata una richiesta di concessione edilizia da parte della GDM, società calabrese che gestisce punti vendita Carrefour (ora in amministrazione controllata) che acquisisce i terreni – con una convenzione – dalla Di.Be.Ca. (famiglia Cattafi). I particolari sono riferiti nell’articolo accanto. Sta di fatto che la GDM, pur in attesa di concessione edilizia a Barcellona, preferisce installare un ipermercato (ora chiuso) nel primo parco commerciale realizzato a Milazzo, contrada Faraone), il secondo nascerà a Masseria. Il sen. Nania ha osservato che forse sarebbe il caso di chiedere lumi all’allora responsabile del consorzio Asi, ing. Angelo Sottile. «Certo è – osserva Nania – che di fatto Barcellona non ha ancora un suo parco mentre Milazzo ne ha due, pur in assenza di uno strumento urbanistico. Ci saremmo aspettati stesso scrupolo investigativo da parte di Lumia e dell’associazione Atria». Dato dunque per scontato che le due giunte Nania nulla hanno avuto a che vedere con la localizzazione dell’area e con la redazione del Prg e rilevato, come ha spiegato il presidente Francesco Crinò, che il consiglio comunale ha solo preso atto di una destinazione di piano particolareggiato e di concessioni ritenute regolari dagli uffici comunali, il senatore Pdl conclude che questa ispezione nasce da una bolla mediatica e, peraltro, con un Consiglio già in ordinaria amministrazione in vista delle elezioni di primavera. Il sindaco Nania ha in proposito affermato che, come per la prima richiesta di scioglimento, la sua amministrazione è in condizione di dimostrare di aver sempre agito nel rispetto di quel “Protocollo Dalla Chiesa”, firmato col prefetto Scammacca, che sottopone al controllo della prefettura ogni atto rilevante. Una scelta che – ha rivelato – ci ha convinti a sottoporre la posizione dei candidati di coalizione all’ultimo consiglio comunale al controllo preventivo delle forze dell’ordine prima di presentare le liste. Conclusione: «Abbiamo appena finito di spalare il fango dell’alluvione, non accettiamo di subire il fango di taluni teoremi politici». Mario Di Paola – GDS