BARCELLONA PG: Concessione edilizia irregolare. Notificati tredici avvisi di garanzia. Contestato l’abuso d’ufficio. Quasi tutti tecnici e un ex maresciallo GdF

A più di due anni dall’apertura dell’inchiesta giudiziaria “Tsunami” su politica e malaffare,

Uno tsunami è una lunga e un’alta ondata di mare. Questo è causato da un terremoto. Guardate questo ora per sapere che cosa provoca tsunami. Queste onde sono giganti e possono anche essere causati a causa di qualche eruzione vulcanica sotto il mare. Se nelle profondità dell’acqua non aumenta a grandi altezze.

rispolverata dai vecchi cassetti dopo l’insediamento del Procuratore capo Salvatore De Luca, i sostituti procuratori Francesco Massara e Giorgio Nicola, hanno concluso con la notifica di 13 avvisi di garanzia l’indagine con cui si contesta il reato di abuso d’ufficio in concorso a funzionari comunali e componenti di commissione edilizia in carica nel 2005. Sono in tutto 13 le persone raggiunte da avviso di garanzia a sette anni dai fatti contestati. Sono indagati l’ex maresciallo della Guardia di finanza Santi Pino, 66 anni; il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Barcellona, ing. Orazio Mazzeo, 61 anni; il suo predecessore ing. Gaetano Calabrò, 64 anni; il costruttore edile Giovanni Arlotta, 68 anni; il tecnico progettista e direttore dei lavori, ing. Giuseppe Settineri, 70 anni; i componenti pro tempore della commissione edilizia comunale in carica nel 2005; l’ex assessore comunale all’urbanistica Luciano Antonino Genovese, 57 anni nella qualità di presidente ed i commissari dell’epoca Carmelo Biagio Genovese, 70 anni; Antonino D’Amico, 72 anni; Vincenzo La Scala, 74 anni; Carmelo Antonino Giannetto, 59 anni; l’ex assessore comunale Amedeo Gitto, 62 anni; il dirigente sanitario Antonino Iannello, 58 anni e Franco Antonio Giunta, 44 anni. L’accusa per tutti è di abuso d’ufficio in concorso per il rilascio di una concessione edilizia la n. 58 del 28 aprile del 2005. L’inchiesta ha evidenziato una concessione edilizia, con mutamento di destinazione d’uso, per favorire – secondo l’ipotesi investigativa – l’imprenditore edile di Barcellona Giovanni Arlotta, proprietario del complesso immobiliare ubicato in via Kennedy a Pozzo di Gotto, accanto al torrente Idria e l’amministratore pro- tempore del gruppo commerciale “Fiorino snc”, (nel frattempo deceduto) che negli scantinati dell’immobile ha aperto un ipermercato. Tra gli indagati, indicato come “istigatore del reato di abuso d’ufficio”, l’ex maresciallo della Guardia di Finanza Santi Pino, all’epoca dei fatti comandante della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura. La vicenda oggetto dell’indagine è riportata con ampiezza di documentazione, anche fotografica, nell’informativa dell’inchiesta “Tsunami”, in coincidenza dell’ispezione ministeriale compiuta al Comune di Terme Vigliatore e conclusasi con lo scioglimento degli organi amministrativi dell’ente. L’inchiesta dei carabinieri ha anche documentato con riprese fotografiche ed intercettazioni un incontro avvenuto ai caselli dell’A20 il 25 aprile del 2005 tra il maresciallo Pino, che secondo l’accusa faceva da tramite tra l’ing. Calabrò e l’imprenditore interessato alla Variante, concessa poi tre giorni dopo, il 28 aprile. A rilasciare l’atto fu l’allora caposervizio ing. Orazio Mazzeo; il beneficiario della concessione, il costruttore edile Giovanni Arlotta. L’elenco poi continua con i componenti della Commissione edilizia che avevano espresso parere favorevole al rilascio della concessione. L’organismo nel 2005 era presieduto dall’ex assessore all’urbanistica di Palazzo Longano, ing. Luciano Genovese. Tra gli indagati, quale componente della stessa commissione, l’ex assessore ed ex consigliere provinciale di centrosinistra, l’ing. Amedeo Gitto. Secondo l’ipotesi accusatoria gli indagati, in concorso, ma ognuno per le proprie competenze, violando la legge e il regolamento edilizio avrebberoautorizzato il mutamento di destinazione d’uso del secondo piano sottostrada dell’edificio dove poi è stato realizzato un ipermercato, nonostante la realizzazione del fabbricato fosse prevista in totale difformità al piano di lottizzazione e al Prg. Secondo l’accusa, la difformità sarebbe consistita in un aumento delle volumetrie e di un’altezza maggiore dell’edificio rispetto a quella consentita dal piano di lottizzazione e dallo strumento urbanistico. Con una falsa rappresentazione dei luoghi veniva autorizzata anche la modifica del sottotetto del complesso consentendo al proprietario di realizzare unità immobiliari con terrazzi in contrasto con il Prg. La concessione sarebbe stata tra l’altro rilasciata in assenza del parere obbligatorio dell’Ufficio tecnico. L’area è indicata dalla Regione a rischio alluvionale. Nella difesa sono impegnati gli avv. Franco Calabrò, Tommaso Calderone, Benedetto Calpona, Leopoldo D’Amico, Giuseppe Lo Presti, Giovanni Munafò, Maria Rita Genovese, Melangela Scolaro, Carmelo Mazzeo, Massimo Alosi, Giuseppina Siracusa. LEONARDO ORLANDO – GDS