I DOCUMENTI – L’OPERAZIONE ANTIMAFIA GOTHA 3, LE DICHIARAZIONI DEI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA: L’AVVOCATO DI BARCELLONA PG ROSARIO PIO CATTAFI SECONDO IL PENTITO FEDERICO CORNIGLIA

ROSARIO PIO CATTAFI

 

*Le precedenti dichiarazioni di altri collaboratori

  1. Le dichiarazioni di CORNIGLIA Federico

CORNIGLIA Federico, detenuto, in data 4.12.1997, rendeva dichiarazioni ai P.M. Alberto NOBILI della Procura di Milano e Antonio INGROIA della Procura di Palermo.

CORNIGLIA ha affermato di essere entrato in contatto, intorno agli anni ’70, con numerosi esponenti della mafia palermitana che gravitavano in quel periodo a Milano, anche a causa della sua attività di falsario, specializzato nella contraffazione di documenti di identità. Proprio a causa di tale sua attività, egli conobbe il capo mafia palermitano Stefano BONTADE, al quale consegnò due false carte d’identità svizzere, provenite dal Canton Ticino. In quella stessa occasione egli notò che il BONTADE era in compagnia di uno studente di Barcellona, che si chiamava Saro CATTAFI. Secondo il racconto di CORNIGLIA, CATTAFI era un uomo di fiducia di BONTADE, tanto che si “occupò di gestire” in qualche modo, per conto del BONTADE stesso, un grosso debito che un tale GINOCCHI aveva contratto nei confronti di quel capo mafia. Il GINOCCHI era un agente di cambio che aveva importanti relazioni soprattutto con istituti di credito svizzeri e che, sotto questa veste, aveva compiuto operazioni di riciclaggio per conto della stesso BONTADE. Il GINOCCHI venne successivamente ucciso intorno agli anni 78 – 79.

 

Verbale del 4.12.1997

  1. INGROIA: Volevo fare prima un po’, in questo primo verbale di interrogatorio per la Procura di PALERMO, un po’ il quadro dei suoi rapporti con personaggi mafiosi siciliani…

CF: si, Palermitani…

  1. INGROIA: Palermitani

CF: No le spiego, perchè sono tutti Palermitani le persone che in tutti questi anni ho conosciuto, sono quasi tutti palermitani…

  1. INGROIA: Quando hanno inizio

CF:All’inizio…

  1. INGROIA: e mi dica dove e con chi?

CF: All’inizio a Milano, nell’anno 1960, e precisamente ci trovavamo in centro, in un bar che si chiamava “Universo”, che c’è ancora, è alla spalle del comune di Milano che si chiama via Restelli, lì ci trovavamo e lì conobbi tutti… prima Tanino FIDANZATI, poi i suoi fratelli e poi vari personaggi che di volta in volta arrivavano a Milano e che mi presentavano. Fra questi posso ricordare Stefano MADONIA, il compare di sempre di questo Tanino FIDANZATI, che poi… aveva un dito che gli mancava…. poi CAROLLO, i CAROLLO sempre palermitani, però sono i CAROLLO che provengono… Enrico e altro si chiama… si, Antonino… … …

  1. INGROIA: ma lei dice: ho conosciuto, ma li ha conosciuti in che senso?

CF: Me li presentavano…

  1. INGROIA: Si, ma lei entrò in rapporti di affari leciti, illeciti con questi?

CF: Si, dottore, certo noi eravamo già tutti pregiudicati per cui i nostri rapporti…era un punto di ritrovo dove allora non sò… … … Si, già allora io cominciavo con le carte di identità o qualche patente queste cose qui cioè già…

  1. INGROIA: Cioè lei forniva a loro documenti falsi…

CF:Si, fornivo io a loro documenti falsi, qualche volta mi davano qualcosa da vendere, perchè loro facevano furti e rapine allora e man mano in questi da questo bar ci spostavamo in un altro bar, che era lì del centro, si chiamava “Samarani” in piazza Diaz e man mano mi presentavano e conoscevo sempre nuovi… ricordo benissimo i fratelli BONO, sia Giuseppe che Pippo, poi chi poteva essere altri… altri personaggi dell’epoca…

  1. INGROIA: Alfredo BONO

CF: Si Alfredo BONO, altri personaggi, dottore, ma il nome …. Adesso mi sfuggono…

  1. INGROIA: Questo negli anni…

CF: 60

  1. INGROIA: Sempre siamo nel…

CF: Si nel 1960/61/62, tutti in quegli anni lì, certo, poi dopo qualcuno cadeva carcerato, poi usciva, ma ci ritrovavamo lì fino a gli anni ‘70, diciamo. Dopodiché ci fu il grande processo di PALERMO per l’uccisione del dr. SCAGLIONE e tutti subirono… ah…ecco conoscevo e anche lì fu PACARE’ all’epoca…

  1. INGROIA: Gerardo ALBERTI.

CF: Gerardo ALBERTI con… come si chiama quell’altro che era sempre con lui … adesso mi verrà in mente, dottore, e gli dicevo, poi ci siamo spostati e avevamo fatto una base i FIDANZATI con tutti i palermitani ed erano lì in un bar di via Sila, a Milano, situato nei pressi di Piazza Corvetto e lì conobbi diciamo tutto il gotha di palermitani che passavano a Milano, lì passavano tutti, io ero lì e mi interessavo già cominciavo ad interessarmi di riciclaggio per cui qualche volta qualcuno mi parlava già, io poi andavo lì perchè con Tanino ormai ero legato, con Tanino FIDANZATI ero legato, anche perchè in quegli anni lì cominciavano ad arrivare altre persone che … già cominciava, diciamo, un afflusso di catanesi che volevano invadere certi campi, oppure per non subire sempre la prepotenza, insomma, mi ero legato, anche perché io ero… non appartenevo a nessuno di loro, io mi ero legato a FIDANZATI perché qualunque cosa mi poteva succedere o qualunque cosa mi dovessero chiedere, no, è intoccabile perché fa parte dei FIDANZATI ecco, di questo poi si servì anche FIDANZATI, perché voleva sapere, cioè, la mia attività di riciclaggio con altri siciliani con… soprattutto, ecco, un altro che conobbi molto bene fu CIULLA, GUZZARDI queste persone qui… … … …

… … … …

  1. INGROIA: E BONTADE lo ha conosciuto?

CF: Chi?

  1. INGROIA: Stefano BONTADE.

CF: Si, a Milano, si, gli detti due documenti che gli servivano…

  1. INGROIA: in che periodo

CF: ma un po’ di anni fa, molti anni fa…

PM: Circa? Prima o dopo il suo arresto del 77…

CF: No, no prima, prima…. mi ricordo che erano due carte d’identità svizzere rilasciate da un cantone di lingua italiana, il Canton Ticino, un comune che era nei pressi di Lugano, mi dette lui il nominativo, lo vidi assieme ad uno studente, allora, che si chiama… che poi fu interrogato anche in merito per il delitto di GINOCCHI… poi non seppi più nulla di lui perchè lo ho fatto conoscenza… si chiama… è di Barcellona questo…

PM: Per lui i nomi sono sempre, bè comunque…

CF: ho una memoria fotografica, si chiama adesso glielo dico… Saro CATTAFI…

  1. INGROIA: Cioè BONTADE era assieme a…

CF: Si, si, e poi negli anni successivi fu mandato da BONTADE…

  1. INGROIA: CATTAFI?

CF: Si, CATTAFI, addirittura, si installò a casa di questo GINOCCHI perché GINOCCHI doveva una cifra a questo BONTADE, poi GINOCCHI non poteva assolvere a questo debito e lui era proprietario di tutta terra edificabile nel comune di Milazzo, che adesso è stato edificato un grande albergo, e gli cedettero questa terra, cioè sotto minacce, ma proprio fu l’uomo che fu mandato, questo lo seppi perchè allora frequentavo questa casa, lui era un emissario di borsa, era uno grosso….

  1. INGROIA: lui chi?

CF: GINOCCHI era uno grosso, faceva capo a un grosso agente di cambio, aveva un… aveva gli uffici in via Cardinal Federico, proprio alle spalle della Borsa, era un grosso operatore e soprattutto aveva delle grandi relazioni con banche svizzere, soprattutto con il credito svizzero, infatti quando è stato ucciso alle sette di sera nel suo ufficio, le prime persone che vengono fermate sono due funzionari donne, o una o due, che allora lessi su… che erano appunto del credito svizzero…

  1. INGROIA: E questo fatto da cosa si identifica?

CF: lui è stato ucciso nel ‘78/79, mi sembra, è stato ucciso GINOCCHI… … …

CF: Tutti i rapporti che io sò adesso dovrò fare uno sforzo di memoria so, che appunto che in casa di questo GINOCCHI…

PM: Qui a Milano?

CF: Si, a Milano, siamo a contro la terrazza Martini, che è situata di fronte alla terrazza Martini, ora questo GINOCCHI conviveva con la redattrice italiana di Play boy, la ARMANI, questa era una donna che aveva molte conoscenze, venivano molte persone, nel corso di questi anni, io ho incontrato anche i siciliani lì, però adesso ricordarmi chi erano e molto probabilmente lì c’erano persone con altri interessi che venivano lì…

  1. INGROIA: GINOCCHI in qualche modo…

CF: GINOCCHI era dentro, era… diciamo… ho due o tre circostanze che posso affermare che lui era un grosso riciclatore di BONTADE, un grosso riciclatore di BONTADE…

  1. INGROIA: E quindi questo grosso riciclaggio avveniva tramite quale canale?

CF: Tramite… cioè tramite… prima di tutto lui essendo un emissario di borsa aveva delle conoscenze immani, aveva la capacità d’investimento e anche di tramutare questi soldi in tutte le valute, allora in quegli anni lì, con l’entrata della legge 179, c’erano …. la ricchezza è stata per tanti di questi pseudo agenti di cambio, perchè non erano agenti di cambio, ma fattorino della borsa, è previsto anche… Romister si chiama, ma lui si diceva essere agente di cambio, ma non lo era, diceva di essere dottore, ma non lo era… ragioniere, però con tutto ciò lui aveva delle grosse entrature, poi sfruttava molto perchè era un uomo molto abile, sfruttava molto anche quello che le portava questa convivenza e soprattutto sfruttava il fratello, il fratello è un… uno di.. oggi… ma già allora è uno dei più grossi pediatri che abbiamo in Italia, sono professori, e anche lì aveva molte conoscenze, mi risultavano queste conoscenze, lui aveva mille strade per poter…

  1. INGROIA: lei ha detto: io so per certo di due canali, mi pare un paio di canali che aveva il GINOCCHI per…

CF:si, uno era … va bè ma…

PM:Cioè canali intende…

CF: Si, canali, uno era il Credito Svizzero, nella persona del dr. NUSBAUER, ma l’ha lasciato anche scritto, quando ci fu lo scandalo al Credito Svizzero, che trovarono quell’ammanco di 400 milioni, lo ha anche scritto nel memoriale prima di impiccarsi nel carcere di Lugano, questo dottore, questo direttore…

PM: E come si chiama ha detto?

CF: NUSBAUER, dottor NUSBAUER…

PM: ha parlato con i suoi rapporti con il GINOCCHI?

CF: Altrochè, qui se andate a vedere ci sono dei rapporti ancora

  1. INGROIA: Questo è… lei diceva che c’erano due canali

CF: Si, e l’altro erano era il canale di via Brisia che faceva capo all’agenzia LOVATI…

PM: Qui a Milano?

CF: si, qui a Milano si. ed erano…

PM: Agenzia di che cosa?

CF: Era un’agenzia finanziaria in via Brisia, si chiamava LOVATI.

 

In data 16.3.1998 CORNIGLIA Federico rendeva nuove dichiarazioni ai P.M. Gozzo ed Ingroia della Procura di Palermo, nell’ambito del procedimento n. 2659/96 RGNR di quell’Ufficio.

Il CORNIGLIA specificava che il barcellonese Saro CATTAFI era “uno che faceva capo allora a STEFANO BONTATE”, ossia un uomo “vicino” a Stefano BONTADE ; secondo il CORNIGLIA, il CATTAFI era uno di quei soggetti che aveva “visto poi arrivare delle volte coi soldi”, nel senso che aveva il compito specifico di trasferire materialmente i soldi all’estero; si trattava, in sostanza, di uno “spallone”, ossia di un soggetto addetto al trasporto dei soldi all’estero.

Il CORNIGLIA ricordava che, in una occasione, egli assistette ad un incontro in un ristorante di San Babila fra un tale DELLA VALLE, soggetto addetto al riciclaggio di denaro, ed un tale Francesco SCAGLIONE, nel corso del quale i due definirono una di queste operazioni di riciclaggio; in quella occasione SCAGLIONE era in compagnia del CATTAFI.

Come si può notare, trovano una prima, sostanziale conferma le dichiarazioni di CASTRO Alfio Giuseppe secondo cui CATTAFI Rosario era un soggetto in contatto non solo con le famiglie mafiose di Catania, ma anche con esponenti della mafia palermitana.

Secondo il CORNIGLIA, CATTAFI Rosario, in quel periodo, su incarico della stesso BONTADE, era anche entrato in contatto con un noto intermediario finanziario di Milano, tale GINOCCHI Gianfranco, soggetto successivamente ucciso in circostanze misteriose.

 

Verbale del 16.3.1998

CORNIGLIA: … tutte queste persone facevano capo per commutare i soldi, in quegli anni, a GIANFRANCO GINOCCHI, questo GINOCCHI

P.M.G. : Quando dice quegli anni, stiamo riferendo alla fine degli anni 70 ?

CORNIGLIA : Si, si, io parlo, si, si, io parlo dal ‘70 in poi, GINOCCHI era un… ogni sera di Borsa, cioè aveva… faceva… aveva una commissionaria per essere esatti, in Via Cardinal Federico a Milano, e lui ha curato, diciamo, i soldi, di questo ne sono sicuro, diciamo i soldi di… di allora di BONTATE che li mandava a Milano sia per essere cambiati i soldi di sequestri, sia per essere investiti in Svizzera. Ora BONTATE si serviva di STEFANO, che ho detto prima… STEFANO… si chiama di STEFANO… GIACONIA… si serviva di STEFANO GIACONIA per il trasporto materiale, lui e i suoi fratelli, trasporto materiale a GIANFRANCO GINOCCHI, il quale provvedeva materialmente di trasferire questi soldi, prima li mandava, una parte faceva delle operazioni col Credito Svizzero, e di questo poi ne parlerò più avanti, di Chiasso, e altri invece li mandava al Credito Foncier di Montecarlo, trasportandoli con una sua veloce imbarcazione e disponendo di un porticciolo privato dove lui aveva, dove disponeva di una abitazione, la località è San Lorenzo Mare o San Bartolomeo Mare, comunque sono… andando… sono sicurissimo di poterlo, sicurissimo, di toccare, dunque è sulla vecchia statale fra Imperia e Sanremo, a metà strada diciamo, c’è un sottopassaggio, si passa, comunque è una zona privata e anche porticciolo, lui… io materialmente in quegli anni lì, nel 75 – 76, ho trasferito con lui materialmente soldi che provenivano sia da degli… riscatti, sia di soldi che venivano dal… tramite questo GIACONIA, venivano dalla… da qui, da Palermo. E queste operazioni venivano, questi soldi venivano portati direttamente, da questi siciliani venivano portati direttamente in questa… che disponeva, in questo super attico blindato a San Bartolomeo o San Lorenzo a Mare che voglia, di cui lui poi…

P.M.G. : Ed è quindi la stessa… lo stesso edificio che aveva poi anche il porticciolo ?

CORNIGLIA : Esatto, esatto, esatto. Poi venivano portati a questo Credito Foncier di Montecarlo e poi da lì arrivavano in conti transitori a Lugano, a Lugano o a Chiasso, lui li riconvertiva in lire e quando gli servivano in lire dava queste lire…

P.M.G. : Senta, prima che proseguiamo questa…

CORNIGLIA : No, ora GINOCCHI è l’uomo che è in funzione, poi GINOCCHI improvvisamente perde credibilità, adesso dirò perché….

P.M.G. : Quindi sono le 13,21, si riprende l’interrogatorio. Quindi lei stava dicendo che GINOCCHI improvvisamente perse di credibilità….

CORNIGLIA : Si, perché… perché lo trovano a giocare, cioè era sconosciuto che lui fosse un giocatore, lo trovano a giocare a Bouier, a Bouier Sur Mer, e dove lui aveva pe… e dove già aveva perso una cifra considerevole, solo che lui non lo sapeva, ma questo Casinò di Bouier… di Bouier Sur Mer, c’era il… questa… insomma, interessava a delle persone che erano molto vicine a tutti questi palermitani, per cui vennero… si preoccuparono, delle persone si preoccuparono, dicendo: questo è un giocatore!

P.M.G. : E comunicarono…

CORNIGLIA : E comunicarono, e allora… allora si innesta una questione che c’è… richiedono subito un… dunque gli avevano dato da cambiare i soldi del sequestro di quello della “Gomma del Ponte” come si chiamava… quello della “Gomma del Ponte” lì… di Brooklyn lì…

P.M.G. : PERFETTI

CORNIGLIA : PERFETTI, ecco, gli avevano dato questi soldi da cambiare e da investirli, cioè da… gli eran… li aveva mandati appunto tramite questo GIACONIA, e lui tentennò un po’ per… si dice oggi, domani, oggi, domani e a me mi chiese in che… in quel periodo di procurargli una lettera intestata del Credito Italiano, in cui lui avrebbe scritto che gli erano stati sequestrati temporaneamente i conti per una questione finanziaria, e cioè per temporeggiare in poche parole, ma… mi chiamò, mi ricordo, allora, ALFREDO…

P.M.G. : Quindi, scusi, i soldi erano già stati dati, lui doveva dare… ?

CORNIGLIA : No, il…

P.M.G. : No, dovevano ancora essere dati ?

CORNIGLIA : No, i soldi lui… glieli avevano dati, lui li aveva cambiati e gli avevano detto di investirli, adesso non mi ricordo se erano Buoni del Tesoro, adesso non so, di investirli insomma, sennonché loro, quando vengono informati che questo è un giocatore, che lo… gli chiedono immediatamente la restituzione di questi… di questi soldi che gli avevano dati… che gli avevano dato per investire, e lui lì ha cominciato a tentennare e da lì è cominciato un po’ la non più la credibilità di questo GINOCCHI. Anche perché, nel 1976… ‘77, 1977, lui mentre stava in un ufficio, cioè in un ufficio dov’era anche la sua abitazione, simulò una rapina, adesso non mi ricordo se era di ottocento o di trecentocinquantamila dollari, gettando quindi i soldi dalla finestra, di qui ce n’è traccia, poiché è stata fatta denuncia, perché allora queste persone non volevano sapere niente, rischiarono i rigori di una… allora c’erano le sanzioni per deposito… per detenzione illegale di valuta estera, c’era ancora la famigerata legge del ‘59 che proibiva anche la detenzione di valuta estera, e questo fatto poi fecero precipitare le cose che diciamo lo… lo misero in disparte… e qui subentra DELLA VALLE, cioè DELLA VALLE io già lo conoscevo da molto prima, ma qui proprio lo vedo allora come il… il loro referente principale nella… nel movimento di tutti questi capitali, di questi soldi che gli davano….

P.M.G. : Chi glieli dava ?

P.M.I. : Si, prima lei ha fatto riferimento ad un ALFREDO…

CORNIGLIA : Si, ALFREDO BUONO

P.M.I. : Ecco, siccome poi si è interrotto e non… dalla registrazione non si capisce, lo può ripetere… ?

CORNIGLIA : So che ALFRE… so che intervenne ALFREDO BUONO per dirmi… cioè per richiamare e dirmi di togliermi da parte, di non fornire nessun alibi, perché questo era uno che doveva pagare, lui se li è giocati “I picciuli” mi disse, e ce li doveva dare, perché io cercavo di…

Avv. MARIS : Di acquietare le cose…

CORNIGLIA : Si, un po’, eh…

P.M.G. : Senta lei quindi aveva detto che, “subentra DELLA VALLE proprio per il fatto principale dei movimenti di capitali” loro di chi, esattamente ? Quindi, sempre di queste stesse persone ?

CORNIGLIA : Oh, dunque diciamo, i soldi, io più di qualche volta, i soldi che ALFREDO, quando non c’era suo fratello GIUSEPPE che li dava ad ALFREDO, diciamo questi soldi erano, sia di FIDANZATI, sia di ENEA, sia di un certo MICATI, anche ho visto negli ultimi anni, e altri personaggi, cioè per… poi c’era l’altra trance che faceva capo a MARTELLO e che era di questo PERGOLA poi c’era un’altra… altre persone che facevano capo a PINO CIULLA, che qui non ho mai saputo come si chiamasse, però era sempre gente dell’ambiente e davano anche loro questi soldi per convertire e soprattutto per… per cambiarli.

P.M.G. : E tutti questi passavano prima attraverso il GINOCCHI e poi tramite DELLA VALLE ?

CORNIGLIA : Esatto, esatto, esatto, prima il GINOCCHI era, si…

P.M.G. : E lei ha detto che per quanto riguarda il GINOCCHI ha assistito anche, ha preso parte ad alcune di queste operazioni…

CORNIGLIA : Si, si, si, si

P.M.G. : Per quanto riguarda DELLA VALLE lei ha anche preso parte… ?

CORNIGLIA : DELLA VALLE, si, si, degli accordi, DELLA VALLE dunque… DELLA VALLE : nel… uno, due, tre volte, tre volte perché…

P.M.G. : Tre volte che cosa è successo ?

CORNIGLIA : Si, due nel suo ufficio sito in Piazza Diaz, proprio nel suo ufficio centrale, quello che domina proprio le… perché lui ci ha due uffici nello stesso piano, io parlo dell’ufficio centrale suo, dunque… era nell’88… set… non ri… adesso gli anni dovrei… dovrei pensarci su bene, Dottore, gli anni perché mi si accavalla un po’… dunque diciamo, quando dal parrucchiere, adesso le parlo della cosa più recente, dell’88… nell’88 diciamo, nell’88… 88 si c’era… c’era… c’era CI… c’era DELLA VALLE, CINÀ e un altro palermitano che ci ha un ristorante a Milano che si chiama “La Garfagnana” gestiva “La Garfagnana”, uno alto, pelato, non so ANTONIO, mi sembra si chiami, però non… comunque e lì ho assistito appunto a… che lui le servivano le… le servivano immediatamente…

P.M.G. : ANTONIO, e si fa chiamare ANTONIO o si fa chiamare… ?

CORNIGLIA : Sempre ANTONIO, io quelle rare volte che l’ho visto ANTONIO, è “La Garfagnana” in Piazza Cincinnati e già è un ristorante dove andavano a mangiare già nel 69, 70, quando ALBERTI aveva i magazzini lì di tessuti…

P.M.G. : Nei pressi

CORNIGLIA : Nei pressi si. Dunque dissi 88…

P.M.G.: E quindi lei ha assistito a questo incontro, cioè ha visto che si incontravano DELLA VALLE, CINÀ… ?

CORNIGLIA : No, no mi sono… sono interpellato io, dunque

P.M.G. : E di che cosa si parlava in questi incontri ?

CORNIGLIA : No, no, no, di fargli la disponibilità, di fargli avere immediatamente su un conto di là quattrocentomila dollari, adesso…

P.M.G. : Di là dove ?

CORNIGLIA : In Svizzera.

P.M.G. : Quanti erano questi dollari ?

CORNIGLIA : Quattrocentomila dollari, e l’Ingegnere…

P.M.G. : Lei sa niente di questo conto, cioè INCOMPRENSIBILE esplicativo ?

CORNIGLIA : Era un conto transitorio, un conto transitorio, un conto transitorio. Tutti conti transitori.

P.M.G. : Ma conto transitorio su che banca ?

CORNIGLIA 😛 enso un Credito Svi… adesso non ricordo, penso Credito Svizzero

P.M.G. : “Penso” perché solitamente operavano tutti col Credito Svizzero ?

CORNIGLIA : Si, col Credito Svizzero operavano. Andava in diverse banche, comunque quelli che… cioè quelli che… dunque… si, Credito Svizzero, perché il conto è subentrato… si, il Credito Svizzero era, Credito Svizzero di Lugano, sede centrale, mi pare in Piazza della Riforma. Ecco, allora io avevo questa disponibilità, gli ho detto guarda, non c’è nessun problema, anzi se vieni, dico, te li dò a mano, e no, no, dice, preferisco, dice, che mi dai un conto transitorio e gli ho dato un conto transitorio a un nome che ci penserò, però riguardava a questo CINÀ, per cui…

P.M.G. : Se lei ci pensasse, sarebbe una cosa molto importante…

CORNIGLIA : E adesso, adesso Dottore, farò uno sforzo INCOMPRENSIBILE

P.M.G. : Anche se riesce a ricordare all’incirca gli estremi tramite il quale è stato trovato questo nome…

CORNIGLIA : Adesso poi, mi verrà… ecco, veda, parlando di questo mi viene ora in mente un’altra cosa che nel ’79, due operazioni li ha fatte per un… SCAGLIONE, CICCIO SCAGLIONE, FRANCESCO SCAGLIONE, ‘78, ’79…

P.M.G. : Questo sempre, stiamo parlando di DELLA VALLE ?

CORNIGLIA : Sempre DELLA VALLE, sempre DELLA VALLE, si sempre DELLA VALLE, si, DELLA VALLE, si…

P.M.G. : Si ricorda come le ha fatte queste operazioni ? Se sa qualche altro particolare ?

CORNIGLIA : No, ero presente, ero presente quando… quando è stato fatto al… perché noi siamo andati a mangiare alla… no lui aveva la… io lo incontrai in San Babila, perché dovevamo incontrarci, poi mi ha detto: vieni a mangiare, dice, perché dice ho l’appuntamento con DELLA VALLE, ho detto ma… INCOMPRENSIBILE…, vieni anche tu e sono andato, e lì a tavola hanno trattato questo…

P.M.I. : Lei si incontrò a San Babila con chi ?

CORNIGLIA : Con SCAGLIONE

P.M.I. : Ah, proprio con lui personalmente ?

CORNIGLIA : Si, si, si con SCAGLIONE. Ed era assieme… c’era un certo occhio, poi io quello lo conoscevo, uno di Barcellona, si chiama CATTAFI, CATTAFI, lo conoscevo, uno di Barcello… si che lo conoscevo…

P.M.G. : Di nome se lo ricorda come di chiama ? Forse l’ha detto

CORNIGLIA : CATTAFI, SARO, SARO, SARO, si

P.M.G. : ROSARIO

CORNIGLIA : E sapevamo poi che gli aveva… questo era un altro… uno che faceva capo allora a STEFANO BONTATE tramite sempre… è uno di quelli che ho visto poi arrivare a… delle volte coi soldi.

P.M.G. : Cioè quello che viene chiamato volgarmente uno “spallone”, per dire, si portava sti soldi…

CORNIGLIA : Si, li portavano si, difatti erano… erano sacche, erano. Ora dunque, un’altra cosa, GINOCCHI all’epoca disponeva di un… di un prototipo, un off-shore prototipo, con una turbina Roll-Royce, era uno… penso fosse era l’unico che c’era forse in Europa, era una barca prestigiosa, e con questo mezzo, lui portava materialmente questi soldi, in cui io sono stato anche, una decina di volte diciamo, in quegli anni lì…

P.M.G. : Quindi lei è stato una decina di volte su questa barca ?

CORNIGLIA : Si, no per portare… per portare…

P.M.G. : Ah, anche per portare…

CORNIGLIA : Si, si per portare anche… perché anche delle volte gli avevo… c’erano anche dei soldi miei provenienti dal cambio di sequestri… … …

 

Le frequentazioni di CATTAFI con GINOCCHI Gianfranco, come si vedrà, sono state pienamente confermate nell’ambito della sentenza n. 845/1984 F sez. 32 del 30.7.1986, nell’ambito del c.d. processo “Agrati” (G.I. dott. Arbasino Paolo). In quella sede era lo stesso G.I. che, descrivendo la figura del CATTAFI, osservava: “…CATTAFI Rosario, benestante, con un ampio patrimonio famigliare in Sicilia, trapiantato a Milano ove non svolgeva attività lavorativa, con ampie disponibilità economiche anche in Svizzera, con buone conoscenze nel mondo politico siciliano, con rapporti di amicizia, come da lui stesso riconosciuto, con personaggi poco limpidi, quali GINOCCHI Giafranco, persona con la quale lo stesso MARIANI aveva intensi rapporti di amicizia….” (cfr. sentenza n. 845/1984 F, pag. 6). Anche il ROS CC di Messina, a tale proposito, ha eseguito analoghi accertamenti ed ha scritto in proposito (cfr. informativa del 22.2.2012):

“Grazie alle informazioni fornite dal Reparto Anticrimine del ROS CC di Milano, è stato possibile identificare il sopra citato “GINOCCHI” in GINOCCHI Gianfranco, pt. Guglielmo, mat. CHITTI Igea, nato a Pavia il 09.03.1936, procacciatore d’affari, già residente a Milano in via Giovanni Battista Pergolesi n. 5 ed ivi ucciso in data 15.12.1978. A proposito dei rapporti intrattenuti da GINOCCHI Gianfranco con CATTAFI Rosario, detto “Saro”, si richiama il verbale di s.i.t. rese in data 16.04.1984 all’A.G. di Milano da GINOCCHI Giorgio, in atti generalizzato, fratello del defunto, nel quale è stato formalizzato quanto riferito dal medesimo in merito alla propria personale conoscenza del CATTAFI Rosario, poiché questi frequentava l’abitazione del proprio fratello Gianfranco. Circa i rapporti ed i collegamenti di GINOCCHI Gianfranco con la mafia palermitana, si richiama la nota n. 7202/82 R.G.P.M., datata 12.12.1983, del Sost. Proc. della Repubblica di Milano, Dr. Giorgio DELLA LUCIA, indirizzata al Giudice Istruttore Dott. Dello Russo, relativa al procedimento penale a carico di VALEZZE Carmelo, indagato per l’omicidio dello stesso GINOCCHI, nella quale è stata delineata la figura di quest’ultimo ed il ruolo svolto dal medesimo in seno alle società finanziarie “Royal Italia s.p.a.” e “Euro management Italia S.p.a. – International Selective”. Tali società erano emerse nell’ambito delle indagini relative all’omicidio di DI CRISTINA Giuseppe, esponente di primo piano di “Cosa Nostra “, avvenuto a Palermo in data 30.05.1978. A seguito del sopralluogo erano stati rinvenuti sulla persona del DI CRISTINA, tra l’altro, due assegni circolari di lire 10.000.000 ciascuno, emessi dal Banco di Napoli ag. 24. Dagli accertamenti svolti era in seguito risultato che i due titoli erano stati negoziati sul conto corrente delle predette società assieme ad una partita di altri assegni circolari per il complessivo importo di tre miliardi di lire. Il G.I. di Palermo Dr. Giovanni FALCONE aveva in seguito evidenziato che tale denaro era il provento di un traffico di droga svolto tra Malta, la Sicilia, con destinazione finale negli Stati Uniti D’America, dall’organizzazione mafiosa facente capo al gruppo INZERILLO – SPATOLA, riconducibile a BONTATE ed in seguito parte soccombente nella guerra di mafia vinta dai corleonesi di Toto RIINA. Sull’argomento hanno riferito CALDERONE Antonino Francesco e MARINO Mannoia. Nell ‘ambito della medesima attività era altresì emerso che CORNIGLIA Federico, successivamente divenuto collaboratore di giustizia, era implicato con il predetto GINOCCHI Gianfranco nella realizzazione di un’operazione di falsificazione di titoli obbligazionari “I.R.I.”.” (Vds. all. n. l1: nota n. 5/3 di prot. datata 1.02.2012 del R/A di Milano, completa dei relativi allegati, comprendente le s.i.t. rese da GINOCCHI Giorgio e la nota n. 7202/82 R.G.P.M. del 12.12.1983, redatta dal Dr. Giorgio DELLA LUCIA). Il ROS CC di Messina, inoltre, ha accertato come i soggetti menzionati dal collaboratore fossero effettivamente organici a “Cosa Nostra” palermitana e come costoro, nel periodo compreso tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80, avessero scelto Milano quale base operativa per lo svolgimento delle loro attività illecite. Tale P.G. ha scritto in proposito:

“I soggetti citati dal collaboratore di giustizia, sono stati identificati in:

FIDANZATI Gaetano, nato a Palermo il 06.09.1935, deceduto;

BONO Alfredo, nato a Palermo il 20.01.1936;

BONO Giuseppe, nato a Palermo il 02.01.1933;

BONTATE Stefano, nato a Palermo il 23.04.1938, ucciso a Palermo il 23.04.1981

ALBERTI Gerlando, nato a Palermo il 10.09.1927, “u Paccarè” deceduto;

CAROLLO Enrico, pt. Gaetano, nato a Palermo il 18.10.1931;

CAROLLO Antonino, pt. Gaetano, nato a Palermo il 6. 10.1936.

In riferimento a quanto affermato dal collaboratore CORNIGLIA Federico, dagli accertamenti esperiti presso il C.E.D. FF.PP. è emerso che i sopra menzionati soggetti erano tutti organici a “Cosa Nostra” palermitana. A loro carico, infatti, si rilevano numerosi pregiudizi e condanne penali riguardanti il traffico internazionale di sostanze stupefacenti e l’associazione per delinquere di stampo mafioso. Si desume altresì che nel periodo temporale a cavallo tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80, gli stessi avevano scelto Milano quale base operativa per lo svolgimento dell’attività criminale e le condanne a loro inflitte sono state originate proprio dalla locale A.G.. Tale allocazione delinquenziale è stata peraltro confermata dai collaboratori di giustizia:

Francesco MARINO MANNOIA (verbali del: 17.10.1989, ore 09.00 – 06.11.1989, ore 15.15 – 12.03.1991, ore 11,44 – 23.11.1991, ore 12,30 – 28.01.1994, ore 09.00); Antonino CALDERONE (verbali del: 16.04.1987, ore 09,35 – 29.07.1987, ore 0.30 – 25.11.1987, ore 09,00); CUCUZZA Salvatore (verbali del 23.10.1996, ore 17,40); Francesco DI CARLO (verbali del: 16.09.1996, ore 12.20 – 16.09.1996, ore 12,41). Per documentare ulteriormente quanto affermato da CORNIGLIA Federico si richiama la sentenza emessa dal Tribunale di Palermo in data 29.06.2010 a carico di Marcello DELL’UTRI, con la quale quest’ultimo è stato condannato alla pena di anni 7 di reclusione per il reato di concorso esterno nel delitto ex art. 416 bis c.p.. In tale provvedimento vengono evidenziati gli interessi criminali di Stefano BONTATE a Milano e si riferisce dell’incontro che questi ha avuto, in loco, con lo stesso DELL’UTRI, con Silvio BERLUSCONI ed altri.” (Vds. All. n. 10: stralcio sentenza). Da ultimo, con riferimento ai rapporti fra Stefano BONTATE e l’ambiente “milanese”, si rinvia alle dichiarazioni rese in proposito da SIINO Angelo.