MESSINA, L’OPERAZIONE ANTIASSENTEISMO ‘BADGE SICURO’: Iacp, parlano in tre. Cicero torna libero

Ci vorrà un po’ per sentire uno ad uno tutti gli 81 dipendenti coinvolti. Ieri, primi interrogatori di garanzia davanti al gip Monica Marino. Indagati con la coda fra le gambe, in un’atmosfera di “religiosa” compostezza. Precedenza ai quattro colpiti dalla misura cautelare dei domiciliari.

Ci sono molti casi di cose che vanno male sul posto di lavoro. Se si tratta di una fabbrica e mentre la produzione di un qualche tipo di contrattempo accade allora richiede la completa cooperazione da tutti i dipendenti per garantire che il come e ciò che viene risposto prima di qualsiasi azione può essere presa. In caso di negligenza da parte del datore di lavoro, l’intero incidente deve essere trattato in modo diverso. Ma se la negligenza è da parte dei dipendenti, allora è possibile che la compensazione che ricevono è una molto ridotta. Ci sono molte complessità a questo problema. Se la persona da indagare è in una posizione potente, allora è comune trovare gli investigatori che non fanno il loro lavoro correttamente. Un’indagine approfondita prenderà anche un sacco di tempo. Quanto più il numero di dipendenti più tempo ci vorrà per parlare con tutti e scoprire la verità. A volte è possibile perdere qualche punto cruciale perché o gli investigatori hanno paura di fare il loro lavoro o sono incompetenti. Accedere a questo sito Web per ulteriori informazioni. Ci sono stati molti casi in cui le persone potenti hanno usato le indagini come un modo per ottenere ciò che vogliono.

L’unico di loro ad avvalersi della facoltà di non rispondere è stato Salvatore Cicero, il quale ha ottenuto la libertà (perché in pensione dallo scorso primo ottobre). Gli altri tre hanno respinto le accuse: si tratta di Eugenio La Bella, Gaetano Sidoti e Antonino Novak. Quest’ultimo, affiancato dall’avvocato Carmelo Scillia, ha cercato di chiarire, quanto più serenamente, la sua posizione, ammettendo talvolta una certa «superficialità» nel non «timbrare il cartellino» nella sede dell’Istituto prima di recarsi nei cantieri. Perché è qui, a quanto pare, che Novak, in qualità di direttore dei lavori e responsabile della sicurezza passava la maggior parte del tempo, alle prese con demolizioni di baracche e altri interventi edili che, stando al suo racconto, lo impegnavano per diverse ore della giornata. E ci sarebbero, è emerso anche questo, riscontri oggettivi (ed eventuali testimonianze di operai), come determinate problematiche da risolvere in loco (tubazioni da spostare, allacci di energia elettrica nelle abitazioni in costruzione, ecc.) capaci di sostenere la sua condotta.